
10-07-2026 | 6-09-2026
Il tempo delle chiavi
Franco Sebastiano Alessandria
Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco - Via Santa Maria, 10 – 12100 Cuneo (CN)
Il tempo delle chiavi
Franco Sebastiano Alessandria
Inaugurazione
Venerdì 10 luglio 2026 alle ore 17:30
Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco – Cuneo
Testo critico di Enrico Perotto
L’evento fa parte della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, con il sostegno di Regione Piemonte e Fondazione CRC e con il patrocinio della Città di Cuneo.
La mostra sarà visitabile dal 10 luglio al 6 settembre 2026 presso il Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco, via Santa Maria 10, 12100 Cuneo (CN).
Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 15:30 alle 18:30.
Ingresso libero.
La mostra “Il tempo delle chiavi” si presenta al pubblico come il ventitreesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del Sacro”, che nel corso del 2025 e del 2026 proporrà una serie di esposizioni d’arte in numerose località della provincia di Cuneo.
La mostra “Il tempo delle chiavi” presenta quattordici sculture di Franco Sebastiano Alessandria, esposte dal 10 luglio 2026 sotto le volte del Chiostro del Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo. Le opere selezionate – tra cui “Il tempo”, “L’ora”, “La vita!”, “Capo linea”, “Utopia”, “Esodo”, “Libero arbitrio sofferto”, “The wall”, “Dono”, “Fertilità”, “Perdù”, “Ti offro un mondo di opportunità”, “La chiave della sopravvivenza” e “La bonne route” – rappresentano un percorso significativo nella produzione scultorea dell’artista, caratterizzata dai celebri assemblaggi di chiavi saldate e arricchiti, in alcuni casi, da elementi anatomici realizzati in resina.
Accanto alle chiavi, Alessandria inserisce ingranaggi meccanici, chiodi, orologi, sveglie e altri oggetti vintage, trasformandoli in elementi narrativi e simbolici. Ogni opera racconta una storia individuale e collettiva, affrontando temi legati alla condizione umana, alla memoria, alla fragilità e alla sopravvivenza. Attraverso immagini talvolta ironiche e giocose, l’artista riflette sulle esperienze dell’uomo contemporaneo, sulla tutela delle specie animali a rischio e sul rapporto tra individuo e società.
Etica, spirito critico, ironia e immaginazione sono gli elementi centrali della ricerca di Alessandria. Le sue sculture, nate da una civiltà dei metalli in trasformazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale, costruiscono universi metaforici sospesi tra realtà e finzione: corpi “vuoti” ma carichi di significati, forme aperte all’interpretazione che invitano il pubblico a interrogarsi su ciò che siamo e su ciò che potremmo diventare.
Franco Sebastiano Alessandria è pittore e scultore residente a Piozzo, in provincia di Cuneo. Fin da giovane si è avvicinato a diverse tecniche artistiche – dal carboncino alla pittura a olio, dalla terracotta all’acquaforte – sviluppando parallelamente una profonda conoscenza della lavorazione del ferro grazie all’esperienza nella saldatura.
L’incontro con il pittore Eso Peluzzi ha rappresentato un momento significativo della sua formazione, accompagnandolo in un percorso di ricerca tecnica ed emotiva. La sua produzione è stata influenzata dai grandi maestri della storia dell’arte, da Caravaggio e Rembrandt alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà, dal surrealismo di Salvador Dalí e Paul Delvaux fino alla ricerca concettuale di René Magritte.
Dopo aver sostenuto da privatista gli esami presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Alessandria ha iniziato a esporre in mostre e concorsi nazionali e internazionali. Nel 1993 ha ottenuto un riconoscimento al concorso nazionale di pittura e grafica di Salsomaggiore Terme. Negli anni successivi ha esposto in numerose località piemontesi, tra cui Piozzo, Pollenzo, Cherasco, Cuneo, Dogliani e il Forte Albertino di Vinadio, oltre che in Francia e a Montecarlo.
La sua ricerca artistica ha da sempre indagato la condizione umana, i sentimenti e le contraddizioni dell’esistenza. Negli ultimi anni ha sviluppato il “progetto delle chiavi”, nato dall’assemblaggio armonico di antiche chiavi metalliche trasformate in figure leggere e dinamiche. Come raccontato dallo stesso artista, l’idea è nata dalla richiesta di creare una scultura utilizzando un grande quantitativo di chiavi provenienti dal Marocco: oggetti carichi di memoria, testimoni di storie personali e collettive, diventati materia per “aprire nuove porte e nuovi sogni”.
Come ha scritto Cinzia Sauli, nelle opere di Franco Sebastiano Alessandria la chiave diventa una metafora della ricerca interiore: simbolo di libertà, strumento per aprire le porte dei sentimenti e per esplorare ciò che è custodito nella profondità dell’animo umano.
Fondazione CRC
Con il contributo di:




